Vita Trentina – 19.3.2017
Appiano – Torna periodicamente alla ribalta, in varie località dell’Alto Adige, la situazione delle persone che chiedono l’elemosina sulle strade delle città. Le reazioni, a vari livelli, sono spesso scomposte, all’insegna dell’emotività e di una assai scarsa conoscenza dei risvolti reali di questo particolare fenomeno. Alcuni comuni altoatesini reagiscono con prudenza, in certi altri casi, invece, qualche politico sceglie la via di affermazioni che si possono definire “populistiche”. Le norme nazionali che riservano ai sindaci nuove competenze fanno pensare alla possibilità che i sindaci, come tanti sceriffi, possano introdurre provvedimenti per sanzionare persone che nella maggior parte dei casi sono però del tutto innocue.
Un segnale in controtendenza arriva dal comune di Appiano. Il sindaco Wilfried Trettl ha preso un’iniziativa del tutto inedita. In occasione della Quaresima ha rivolto ai suoi concittadini un messaggio dal titolo “Relazionarsi con gli altri”.
“All’inizio della Quaresima”, scrive, “desidero soffermarmi sull’incontro con le persone e sul modo di relazionarsi con esse. Uomini e donne sono arrivati qui da paesi lontani. Non conosciamo i loro nomi, la loro storia, il loro destino, ma la vita sembra non essere stata troppo buona con loro. Queste persone ci rivolgono la parola, ci chiedono l’elemosina o vogliono venderci qualcosa. Ci sono concittadini che si sentono turbati da queste persone. Un uomo si rivolge a una concittadina esclamando ‘Ciao mamma!’ e lei la considera una cosa assurda. Dove sarà la sua mamma? Sarà ancora viva? Saprà se è ancora viva? Spesso mi pongo queste domande”. A questo punto il sindaco Trettl prende una posizione semplice e chiara: “Dovremmo considerare le persone in quanto persone, non come mendicanti, intrusi, rifugiati o come una categoria che non ha niente a che fare con noi. E in quanto persone hanno gli stessi nostri bisogni, sentimenti e desideri. Non siamo superiori a loro e non siamo neanche migliori, il destino è stato semplicemente più magnanimo con noi”.
Appiano è uno dei comuni altoatesini in cui sono stati aperti centri di accoglienza per persone richiedenti asilo. A maggior ragione la popolazione è chiamata a porsi domande.

“Relazionarsi con rispetto verso altre persone”, scrive il sindaco, “è qualcosa che si impara da bambini. Quando incontro dei bambini che vanno a scuola, li saluto e loro ricambiano volentieri il mio saluto. Ci si accorge che si sentono presi sul serio, al pari degli adulti, e lo apprezzano. Sono poi loro a salutare per primi. Anche a noi adulti fa piacere quando qualcuno ci saluta, anche se non lo conosciamo”.
Le conclusioni di questo messaggio di Quaresima “laico” allargano ulteriormente l’orizzonte: “Dovremmo relazionarci con rispetto anche nei confronti del nostro ambiente ed insegnarlo ai bambini, essendo noi stessi da esempio per loro. Si dovrebbe essere pronti anche a raccogliere un rifiuto, che una persona maleducata ha fatto cadere, e a gettarlo nel cestino. Un paesaggio pulito piace a tutti! Se ci sentiamo responsabili verso il nostro comune di residenza, ci teniamo anche a rispettarlo”.