La nostra Magna Charta

Vita Trentina – 11.9.2016

Bolzano – La Giornata dell’autonomia si celebra ogni anno il 5 settembre. Quel giorno, proprio 70 anni fa, in una Parigi avvolta dalle nebbie del dopoguerra e dai primi venti della guerra fredda i rappresentanti dei governi italiano e austriaco, Alcide Degasperi e Karl Gruber, firmavano un accordo, sintetico ed essenziale, sul quale si sarebbe costruito, negli anni successivi, l’edificio autonomistico. Questo, almeno, il modo di sentire al di qua del Brennero e di buona parte della storiografia. Che l’accordo di Parigi debba essere considerato elemento fondante della nostra storia lo confermano le iniziative dei giorni passati.

Sabato scorso a castel Tirolo il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher e l’assessore ai beni culturali Florian Mussner hanno inaugurato la mostra “Torre della memoria. L’Alto Adige e il XX secolo”. Si tratta della sezione del Museo storico dedicata alla storia contemporanea, aperta 15 anni fa e ora aggiornata ai tempi più recenti. “Qui a Castel Tirolo, come in molti altri luoghi dell’Alto Adige, possiamo vedere le cose riuscite del passato e proseguire in questo percorso”, dice Kompatscher. Conoscere la propria storia e svilupparne la consapevolezza è importante per il presente e per l’idea che una società ha di sé, ha aggiunto. La storia non è solo cronaca politica, “serve anche lo sguardo sulla società, la cultura, l’economia e il sociale per comprendere un popolo e il suo territorio.” In questa torre, ha osservato ancora il presidente altoatesino, ciascuno ha l’opportunità di confrontarsi con il passato in modo oggettivo, vedere le pagine liete e quelle buie che assieme fanno la storia del Sudtirolo. “Ma soprattutto qui possiamo incontrare la nostra storia per capirla meglio. Perché dobbiamo capire da dove veniamo, per sapere dove vogliamo andare.”

L’assessore Mussner ha ricordato che “proprio la ricorrenza dell’Accordo di Parigi rafforza la consapevolezza dell’autonomia in questa terra”. Il docente universitario Rolf Steininger ha tenuto una relazione sull’Accordo Degasperi-Gruber, “la Magna Charta dell’Alto Adige che ha garantito l’autonomia sul piano del diritto internazionale e ha fatto del Sudtirolo non più una questione solo interna italiana”. Una posizione, quella di Steininger, non condivisa da tutti, come è emerso nel convegno tenutisi a castel Firmiano lunedì 5 settembre.

Nel fare un bilancio della giornata e uardando ulteriormente al futuro, Arno Kompatscher ribadisce che “la costruzione dell’autonomia non è giunta a conclusione, ma deve continuamente essere aggiornata per rimanere al passo con i tempi e con le evoluzioni che interessano tutti gli aspetti della società. Per questo è importante discutere e confrontarsi, anche partendo da posizioni non coincidenti, per giungere a soluzioni che consentano all’Alto Adige non solo di mantenersi un esempio positivo di pacifica convivenza, ma anche di crescere e di consolidarsi come laboratorio, una sorta di piccola Europa nell’Europa”.

Rolf Steininger

Storici a confronto

Bolzano – Rispetto all’importanza dell’Accordo di Parigi gli storici invitati a Castel Frimiano per il convegno del 5 settembre esprimono posizioni diverse. Secondo Eva Pfanzelter (Università di Innsbruck) “l’Alto Adige ha puntato sulle carte sbagliate per ottenere l’autodeterminazione. Si voleva firmare un accordo di pace che potesse avere una formulazione accettabile per tutti gli Stati”. L’intesa raggiunta evidenzierebbe “la debolezza diplomatica dell’Austria ed anche la spinta centralista dell’Italia”. Sulla stessa linea lo storico Michael Gehler (Università di Hildesheim). L’accordo, ritiene, non è affatto una Magna Charta e rappresenta piuttosto “il fallimento dell’autodeterminazione e l’autonomia negata”. Per il ministro Gruber, secondo lo storico di Innsbruck, la questione sudtirolese non era altamente prioritaria, mentre Alcide Degasperi ha lavorato unicamente per il “suo” Trentino. Una tesi smentita dai fatti. Più sobria la posizione dello storico bolzanino Andrea Di Michele per il quale è “giunto il momento di superare l’approccio partigiano, polemico e rivendicazionista” e riconoscere “senza postume santificazioni, e senza nascondere le difficoltà di applicazione che l’Accordo di Parigi ha rappresentato un oggettivo passo in avanti nella questione sudtirolese, affrontata per la prima volta in una logica di collaborazione e non più di sopraffazione”.

Anche lo storico germanico Rolf Steininger ha ribattuto punto su punto a quanto sostenuto da Gehler, difendendo la sua tesi sulla “Magna Charta dell’Autonomia”. “L’intesa – ha spiegato – faceva parte del trattato di pace e solo questo accordo ha garantito l’autonomia dal punto di vista del diritto internazionale. Chiunque governi a Roma deve tenerne conto. Grazie all’accordo l’Austria è diventata punto di riferimento per la questione sudtirolese e si è così resa possibile la stesura del Pacchetto”.

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