Vita Trentina – 19.7.2015
Bolzano – È cominciata la settimana scorsa la pubblicazione dei primi risultati del Sinodo diocesano di Bolzano-Bressanone. Si tratta per ora dei “documenti programmatici” che contengono le “visioni” sul tema del matrimonio e della famiglia, sul ruolo dei bambini e dei giovani nella Chiesa, sul dialogo interreligioso e sull’annuncio del Vangelo.
“Sono documenti che hanno l’obiettivo di illustrare che tipo di Chiesa vogliamo essere in futuro”, ha detto il segretario del Sinodo Reinhard Demetz. Essi descrivono quindi la realtà come la si vorrebbe, non come è ora, e perciò alcune affermazioni appaiono come una sfida alla prassi e alla realtà attuali. Nel documento programmatico sul tema “matrimonio e famiglia” questo contrasto è messo in particolare rilievo, in parte anche con parole e toni accesi. “Da questo testo si riconosce quanto a lungo si è dibattuto sul tema e come in parte siano ancora lontane tra loro le posizioni all’interno della Chiesa”, commenta Demetz. La realtà di vita delle persone e la posizione ufficiale del Magistero a volte divergono fortemente, si legge nel testo. Si rende quindi necessario “rispondere alle domande delle persone e avviare iniziative che rendano nuovamente visibile il valore straordinario del matrimonio e rendano possibile un nuovo inizio pieno di speranza”.

Il Sinodo auspica “una Chiesa che accompagna le famiglie con risposte concrete e capaci di futuro verso le domande fondamentali sulla vita e la fede”. Il sacramento del matrimonio rimane l’ideale e il punto di riferimento dell’attività ecclesiale, ma la Chiesa locale vuole accompagnare con rispetto anche quelle coppie che scelgono altre vie o che sperimentano il fallimento della loro relazione, “affinché tutti vivano e crescano nell’amore e nel rispetto, nella responsabilità e nella cura reciproca”.
Il secondo documento riguarda il ruolo di bambini e giovani nella Chiesa. Le visioni: i giovani sono “componenti essenziali e attive della comunità ecclesiale”; nella liturgia “sono in grado di dare voce alla loro personale esperienza di fede”; vengono loro date “possibilità concrete di espressione, partecipazione, decisione e responsabilizzazione a tutti i livelli della vita ecclesiale”. Perciò si vuole una Chiesa che superi i rigidi contenitori etnici, culturali e linguistici per costruire con bambini e giovani “una società basata sulla solidarietà umana e il rispetto reciproco”, nella quale “la diversità è percepita come una ricchezza”.
Il terzo documento, pubblicato questa settimana, affronta un tema di fondamentale importanza: il linguaggio e la comunicazione. Occupandosi dell’“annuncio” non si può fare e meno di chiedersi se il linguaggio che si usa è davvero adeguato al contesto e ai contenuti. Il Sinodo sottolinea il primato dell’incontro tra le persone e delle relazioni rispetto ai mezzi di comunicazione in quanto tali. È la testimonianza personale a rendere autentica ogni parola pronunciata dai cristiani nel mondo.
I documenti sinodali e altre informazioni sono disponibili sul sito http://www.bz-bx.net/synode oltre che su Facebook e Twitter.
Il dialogo per volare alto
Bolzano – Tra i documenti sinodali pubblicati in questi giorni quello che risponde alla domanda: “Come incontriamo le persone di altre confessioni, religioni, visioni del mondo e culture?”. “Il dialogo è un processo continuo. Le sue finalità sono la crescita umana e, in correlazione, la pace, la giustizia e la custodia del creato”. La Chiesa altoatesina, si legge nel documento, è in dialogo con particolare attenzione “alle altre confessioni cristiane (ecumenismo), vedendo nella loro molteplicità sia la ricchezza di interpretazione, specchio della fantasia di Dio, sia il limite della comprensione umana. È una Chiesa che ha il coraggio di rinnovare forme liturgiche in chiave ecumenica e che è capace di alimentare reti ecumeniche; alle altre religioni (dialogo interreligioso) come occasione per costruire la pace e la giustizia; ai diversi gruppi etnico-linguistici, vecchi e nuovi, favorendone l’interazione; alle scienze, alle culture, alle filosofie, ai diversi modi di credere, nei cui confronti nutre un atteggiamento di cordiale apertura”.
L’appello conclusivo: “Voliamo in alto, ci sforziamo, affinché chiunque possa fare scorta di coraggio, perché anche come Chiesa non viviamo per noi stessi”.