Vita Trentina – 29.6.2014
Bolzano – Mentre le dodici commissioni del Sinodo diocesano sono al lavoro allo scopo di elaborare i primi testi da proporre alla discussione plenaria, ognuna nel settore di sua specifica competenza, alcuni sinodali propongono un’iniziativa particolare, che vuole accompagnare il percorso del Sinodo inserendone il cammino nell’ambito più ampio della storia della terra e della Chiesa altoatesina. In sostanza si tratta di fare memoria della testimonianza di Josef Mayr-Nusser, coinvolgendolo in qualche modo nella comune riflessione come il “260° sinodale” (al Sinodo partecipano 259 persone), attingendo “forza dalla sua esperienza alla sequela di Gesù” e a ringraziando “Dio per la presenza tra noi di un testimone come lui”.
Tutti i sinodali nei giorni scorsi hanno ricevuto una lettera che spiega l’idea e invita ad un primo incontro programmato per il mese di luglio nella chiesetta di San Giovanni in Villa nel capoluogo altoatesino.

La circostanza che porta a questa iniziativa è nota. Il prossimo 4 ottobre ricorre il 70° anniversario del rifiuto da parte di Josef Mayr-Nusser di pronunciare il giuramento delle SS ad Adolf Hitler. “Il suo ‘no’ fu l’affermazione del suo ‘sì’ alla verità, al primato della coscienza, alla fede nell’amore, un ‘sì’ alla vita e una testimonianza per Cristo a costo della propria vita. Col suo ‘sì’ egli ha molto da dirci, in particolare a chi come noi si è assunto la responsabilità, nel Sinodo, di ridare forma alla nostra fede nella Chiesa e nella società. Per questo – si legge nella lettera scritta in tedesco e italiano – invitiamo a meditare sulla sua vita e sulla sua testimonianza e a coinvolgerlo nei nostri lavori come il 260° sinodale”.
A partire da luglio, dunque, saranno organizzati incontri mensili nella chiesa di San Giovanni in Villa, dove Mayr-Nusser era solito incontrarsi con i suoi compagni dell’Azione cattolica, “per meditare insieme sulla sua vita esemplare di laico”, “per pregare insieme per la buona riuscita del Sinodo e per chiedere a Dio di renderci forti, affinché possiamo essere anche noi, ‘senza timore’, testimoni del suo amore”.
I promotori seguono con attenzione anche il processo di beatificazione di Josef Mayr-Nusser perché, una volta giunto a conclusione, “ci permetterà di raccontare la sua testimonianza di verità, giustizia e pace anche ad altre comunità e ad altri cristiani. Sarebbe bello poterlo chiamare ‘beato’ (cioè ‘felice’ perché la sua vita è stata vissuta pienamente) contestualmente alla chiusura del Sinodo”.
In programma, per il prossimo futuro, pure l’organizzazione di appuntamenti di studio e convegni, “affinché Josef Mayr-Nusser resti presente nelle vicende attuali della nostra terra e della nostra Chiesa”, partendo da alcune date simbolo: il 4 ottobre, giorno della sua testimonianza, il 27 dicembre, giorno della sua nascita, e 24 febbraio, giorno della sua morte.