Mons. Rogger: “Decisione sofferta”.

Vita Trentina – 23.2.2014

Bolzano – Mons. Iginio Rogger, scomparso la scorsa settimana, fu ponte anche fra Trento e Bolzano. Fu stretto collaboratore di mons. Joseph Gargitter che lo nominò ispettore dei seminari, quando egli fu amministratore apostolico della diocesi di Trento. Mons. Rogger teneva molto ai legami tra la Chiesa trentina e quella altoatesina, tanto da riconoscere solo con sofferenza la necessità della revisione dei confini che avvenne nel 1964.

Ecco quanto dichiarò alcuni anni fa: “La convivenza nella stessa casa, come era il seminario teologico, di due nazionalità diverse, anziché una fonte di continui problemi la vedevo come un fatto provvidenziale, che costringesse anche noi ad una certa apertura di orizzonte, che si decidesse a prendere in considerazione un altro mondo culturale e anche a favorire un po’ di più una maggior conoscenza della lingua, cosa che i trentini vanno adesso in parte scoprendo: il fatto cioè che come vocazione la prima lingua straniera che sono chiamati ad apprendere è il tedesco. Questo era il motivo per cui io nel 1964 non ho esultato alla notizia della divisione. Io ho sofferto personalmente. Però credo di poter dire in modo altrettanto chiaro, che sono uno dei pochi che hanno sofferto a Trento. Non ricordo di avere avuto molti altri con cui condividere queste riflessioni”. Aggiunse poi: “Oggi, guardando le cose, credo che per la comunità cristiana sia veramente un bene questa decisione sul confine diocesano: prende atto di una situazione. Chissà quali difficoltà o malintesi ci sarebbero oggi se non fosse stato fatto”.

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