Sussidiarietà e federalismo

L’Adige – 29.10.2013 – Intervista a Arno Kompatscher

Benché sia a tutti chiaro che Arno Kompatscher è stato la carta vincente per la Svp, l’uomo senza il quale il partito avrebbe subìto un risultato assai più negativo, nella conferenza stampa di metà pomeriggio il futuro Landeshauptmann tiene un profilo basso. Ringrazia per le 81.107 preferenze personali e per i 131.236 voti alla Stella alpina, ma non canta vittoria. Anzi: “Non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, ovvero la maggioranza assoluta”, dice il segretario Richard Theiner. E il sindaco di Fiè non si avventura in analisi del voto che rimanda ai prossimi giorni. “Prendiamo atto del risultato, ci penseremo sopra e parleremo con tutti”. Una cosa è comunque scontata: sarà lui a governare per i prossimi cinque anni.

Arno Kompatscher, come intende impostare i rapporti tra Bolzano e il Trentino di Rossi?

Sappiamo bene che siamo nella stessa barca. Nei rapporti con Roma condividiamo le stesse problematiche, soprattutto per quanto riguarda finanza e fisco. Già adesso stiamo lottando assieme. I rapporti tra Bolzano e Trento ci sono e sappiamo già con chi possiamo collaborare in Parlamento. In Giunta regionale poi vedremo chi ci sarà. Ma sono sicuro che lavoreremo insieme per ampliare la nostra autonomia. Innanzitutto per tutelarla meglio e per ripristinare le competenze che sono state ridimensionate in conseguenza della riforma costituzionale del 2001. Poi metteremo mano all’autonomia secondo quelle che penso siano le nostre visioni comuni. Ho capito che Ugo Rossi la pensa come me.

Quindi c’è già un’intesa fra voi?

Siamo entrambi convinti che più competenze abbiamo, meglio è per i nostri cittadini. Non perché noi siamo più bravi degli altri… il fatto è che il principio di sussidiarietà e il federalismo in effetti funzionano. Come è interpretato da noi, almeno… Non ha funzionato forse il federalismo proposto dalla Lega, che era un altro discorso. Ma da noi funziona e perciò va valorizzato.

Come vede, nel futuro, il ruolo della Regione Trentino Alto Adige?

La regione è la piattaforma per la collaborazione in tutti i settori. Non solo in quelli che sono di competenza regionale, ma anche per gli ambiti che sono di competenza delle province, però riguardano tematiche sovra provinciali. Ad esempio la mobilità. Oppure la formazione. Penso soprattutto all’università. Certe tematiche superano i confini provinciali perché vanno viste in un’area più vasta oppure hanno bisogno di massa critica. Per esempio per costituire i fondi pensionistici o i fondi sanitari: un tema caro a Ugo Rossi, ma interessante anche per noi. In questi casi ci vuole la massa critica per avviare le sinergie necessarie.

L’Euregio è lo strumento più adatto per far sì che Bolzano, Trento e Innsbruck possano guardare “al di là dei bordi del proprio piatto”?

Sicuramente. Però dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Si sono creati i presupposti e faccio i miei complimenti a chi ci ha lavorato finora, però adesso bisogna riempire di contenuti questa scatola che abbiamo ottenuto. I contenuti non ci sono ancora a parte qualche primo elemento, come l’accordo di Alpbach sulla collaborazione tra le università. Però è arrivato il momento per l’Euregio di fare di più. Nell’incontro che ho avuto con la cancelliera Merkel è stata proprio lei, senza che io avessi sollevato il tema, a indicare il futuro di aree come la nostra nell’Europa delle regioni. Un’affermazione che ha trovato risalto anche nei media sovra regionali. Si è detta disposta a sostenere la causa delle regioni. Il nostro futuro è nell’Europa delle regioni.

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