Ambasciatore della non violenza

Vita Trentina – 21.4.2013

Bolzano – Prima della tappa trentina il Dalai Lama ha trascorso un’intensa giornata in Alto Adige. La Giunta provinciale gli ha assegnato il Premio delle Minoranze 2013 per il suo impegno a favore del Tibet. Mentre il presidente Durnwalder, nel suo discorso, ha posto l’accento sulla necessità dei gruppi minoritari di essere tutelati nella loro specifica identità, il capo spirituale del buddismo tibetano ha sottolineato ciò che accomuna tutti gli esseri umani, facendo appello alle religioni per una collaborazione nell’ottica di un bene superiore, affidato alla cura di tutti.

“Questo premio – ha detto Durnwalder – vuole essere il piccolo riconoscimento, di un piccolo popolo, per la grande battaglia pacifica e non violenta che lei ha portato avanti”. “L’Alto Adige e il Tibet – ha aggiunto – sono due terre molto diverse per storia, cultura e tradizioni, ma hanno qualcosa in comune: da un lato le montagne, dall’altro il fatto che al loro interno vi siano delle minoranze”. La situazione politica, però, è radicalmente diversa. “Ci sono Stati – ha proseguito il presidente altoatesino – i quali ritengono che le minoranze linguistiche siano una ricchezza, e non un problema. Qui sta la differenza: la nostra fortuna è stata di avere al nostro fianco Italia e Austria, che hanno inserito nella Costituzione la tutela delle minoranze”. Sull’approccio pacifico del Dalai Lama alla questione tibetana l’accento del presidente Durnwalder. “La guerra non è mai la soluzione del problema – ha detto – l’unica via percorribile per il bene del popolo è quella della pace. Ci sono personalità che con la loro mitezza e il loro carattere riescono ad usare la ragione al posto delle armi, per cercare di far valere i diritti umani: lei è un ambasciatore mondiale della non violenza”. Guardando al passato altoatesino, un messaggio di non poco conto.

Allargando gli orizzonti, Tenzin Gyatso ha ricordato i tre pilastri della sua vita. “Il primo è quello dell’essere umano: tutti dobbiamo impegnarci assieme affinché si riduca la differenza fra ricchi e poveri nel mondo”. Dal punto di vista spirituale, il Dalai Lama auspica una “migliore armonia religiosa. Le religioni hanno approcci diversi ma obiettivi comuni, e i conflitti nascono in realtà da motivazioni politiche ed economiche”. Infine, l’ultimo impegno del Dalai Lama è a favore del suo popolo, con l’obiettivo di “preservarne e tutelarne non solo la cultura, ma anche l’ambiente”.

Il XIV Dalai Lama, ha ribadito che la soluzione per il Tibet, a suo parere, è quella dell’autonomia, una posizione che lo lega molto all’Alto Adige. Riguardo all’evolversi dei rapporti con la Cina, ha spiegato che anche la Repubblica popolare cinese sta cambiando e non potrà sottrarsi ai sommovimenti politici verso maggiore libertà e maggiore apertura.

Nel pomeriggio, all’Eurac, il Dalai Lama ha parlato del suo ultimo libro, “La felicità al di là della religione” (“Una nuova etica per il mondo”), uno scritto che punta a promuovere un’etica che permetta di affrontare i grandi problemi dell’umanità in una prospettiva universale.

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