L’attesa, ovvero la fiducia nel domani

QuiMedia – 10.12.2009

Quello prenatalizio può essere un tempo dedicato all’attesa oppure segnato dallo stress. Forse entrambe le cose. L’attesa a volte è snervante. Lo è soprattutto quando ci si prende troppo sul serio (se stessi e il proprio preziosissimo tempo) o se non si sa esattamente chi o che cosa si sta aspettando. E perché. Oppure è l’idea stessa di futuro che abbiamo smarrito? Un domani da prospettarsi, da immaginare, da progettare e – perché no? – da costruire ognuno nel suo ruolo, ognuno per la sua parte?

Il famoso sociologo Zygmunt Bauman ha analizzato a fondo la nostra società dei consumi. In essa, ci spiega, ognuno vive nello sforzo continuo di soddisfare i propri bisogni contingenti, immediati: per avere tutto e subito. In questa falsa prospettiva conta solo un irreale presente, mentre passato e futuro non hanno più senso. Invece nella realtà sono proprio “ciò che è stato” e “ciò che sarà” a dare significato al momento che viviamo. Non è così?

Perché se abbiamo disimparato a chiederci verso dove vogliamo andare, quale città ci piacerebbe avere, cosa vorremmo fare della nostra vita, allora certo, prendersi il tempo e la pazienza per “aspettare” non è più concepibile. Sarebbe tempo perso.

Viviamo un’epoca, quella del “tutto e subito”, in cui l’attesa è un disvalore. Siamo regrediti a quella fase della primissima infanzia in cui il bambino, se non vede immediatamente soddisfatti i propri bisogni, strilla e piange. Aspettare per lui non ha senso. Questo però va bene per un neonato, non per una società che si ritiene adulta al punto di pretendere di poter fare tutto da sola.

In realtà, insegna Bauman, soddisfatto un bisogno, ne emerge subito un altro (altrimenti i consumi rallentano…). Ma l’incapacità di attendere “il momento opportuno” ci rende schiavi di noi stessi e ci impedisce di andare oltre il nostro piccolo io o al di là dell’inconsistenza dell’attimo presente. L’attesa va invece vissuta con fiducia ed impegno. Il domani, se lo si vuole migliore dell’oggi, va costruito. Come dice la canzone: “Non dite ‘verrà il giorno’, siate causa del giorno”.

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