Alto Adige – 27.7.2008
Benedetto XVI non è il primo pontefice ad aver fatto tappa a Bressanone. La breve serie dei suoi predecessori, in questo, è stata ricostruita dallo storico della Chiesa Josef Gelmi e comincia proprio con un suo omonimo. Si tratta di Benedetto VIII. Undicesimo secolo. Sono anni bui nella storia della Chiesa, in cui il potere politico è intimamente e perversamente legato a quello religioso. Benedetto, un conte di Tuscolo, fu papa dal 1012 al 1024. Nel 1022 convocò a Pavia un concilio dove si presero alcuni provvedimenti di riforma ella chiesa. Due anni prima, nel 1020, papa Benedetto VIII si portò a Bamberga per consacrare la chiesa di Santo Stefano. Vi andò accompagnato dal vescovo di Bressanone Heriward (1017-1022) che per questo servizio fu ricompensato con l’abbazia benedettina di Disentis, nei Grigioni. Si presume, ma non ci sono prove certe, che strada facendo il papa sia passato per Bressanone.
Pochi anni dopo un vescovo di Bressanone divenne addirittura papa. Si tratta di Poppone, vescovo dal 1039 al 1048, eletto pontefice col nome di Damaso II nel 1048. Nel dicembre 1047, dopo la morte di papa Clemente II, l’imperatore Enrico III fece eleggere papa il vescovo di Bressanone. Di origini bavaresi (sconosciuto il luogo di nascita), egli assunse il nome di Damaso II. Poppone era stato fatto vescovo di Bressanone dall’imperatore Corrado II o forse dallo stesso Enrico III, suo successore. Era dunque un fedele compagno dell’imperatore. A quel tempo ben tre papi si contendevano il titolo di pontefice. E qui entra in ballo un altro omonimo dell’attuale papa, Benedetto IX, noto per essere stato pontefice… tre volte, l’ultima volta considerato “antipapa”. Siamo dunque nel 1048, nel momento dell’insediamento di Damaso II. Tentando di entrare a Roma, egli fu bloccato all’ingresso della città e solo quando l’imperatore minacciò di intervenire di persona Bonifacio ci si rassegnò a scacciare Benedetto IX, il 16 luglio 1048, per intronizzare Poppone il giorno successivo con il nome di Damaso II. L’afa di luglio/agosto. Per sfuggire ad un clima per lui inusuale Damaso II si ritirò poi a Palestrina, dove pare sia morto già l’8 agosto 1048 di malaria. C’è però chi sostiene che fu avvelenato. Di fatto, da papa, Poppone non tornò più a Bressanone.

L’unico pontefice dunque di cui si può dire con certezza che passò per la città vescovile è Pio VI. Al secolo Giannangelo Braschi, nato a Cesena, nel febbario 1782, si era visto costretto a recarsi a Vienna per incontrare vis a vis l’imperatore Giuseppe II e cercare di porre un freno alla sua politica di riformismo autoritario nei confronti della religione. Non sembra che i suoi sforzi abbiano sortito alcun effetto apprezzabile. Sulla via del ritorno verso Roma pernottò ad Innsbruck e a Bressanone, poi a Bolzano e a Rovereto. Invitato dal principe-vescovo brissinese Giuseppe de Spaur rese visita alla città di Bressanone.
Nella seconda metà del ‘900 l’Alto Adige fu visitato più volte da papi o da futuri papi. Giovanni XXIII, Angelo Roncalli, fu in regione da semplice prete e poi da patriarca di Venezia. Ebbe più volte l’occasione di incontrare il vescovo Joseph Gargitter e di informarsi sulle esigenze pastorali della diocesi. Questi colloqui, proseguiti poi a Roma con Paolo VI, condussero alla ridefinizione dei confini diocesani e alla creazione, nel 1964, della diocesi di Bolzano-Bressanone.
Anche Albino Luciani, papa per 33 giorni col nome di Giovanni Paolo I, conosceva il Sudtirolo. Come molti altri bellunesi infatti frequentava regolarmente il santuario di Pietralba. E proprio a Pietralba la diocesi di Bolzano-Bressanone accolse il suo successore, Giovanni Paolo II, il papa polacco, giuntovi pellegrino il 17 luglio 1988. Ad accoglierlo 40.000, forse 50.000 persone. Durante la solenne concelebrazione il papa disse, alternando le lingue regionali: “Gli uomini, anche in questa bella terra, si trovano davanti a sfide e problemi che per certi aspetti sono incomparabilmente più urgenti e pressanti che in passato. È nostro compito cercare le soluzioni, in unità di intenti con quanti collaborano a superare tali problemi. Molti si presentano come maestri. Ma a quale maestro vogliamo dare ascolto?” Il messaggio era e rimane chiaro.
Riflessi altoatesini infine ha avuto la visita di papa Wojtyla a Trento nell’aprile 1995. Il papa ha proclamato beato Giovanni Nepomuceno de Tschiderer. Bolzanino di nascita, già cappellano o parroco ad Auna, in val d’Ultimo e a Merano, era stato poi a lungo principe-vescovo di Trento. Lo stesso papa, nel 2003, ha canonizzato Giuseppe Freinademetz, il santo di Oies in val Badia, missionario in Cina. Chissà che mentre proprio in Cina si celebrano le Olimpiadi, papa Benedetto non voglia fare una capatina ad Oies, nella casa natale del santo ladino.