Alto Adige – 21.5.2007
Gli scouts sono tra le realtà associative che, a partire dal dopoguerra e fino ai giorni nostri, hanno mantenuto in città una presenza costante e sono state di riferimento per almeno tre generazioni di meranesi.
Lo scautismo a Merano nacque nella primavera 1946, quando, per iniziativa di don Primo Michelotti, una dozzina di ragazzi pronunciò la promessa scout. La sede era situata nella vecchia canonica di via Cavour. In seguito si ricavò una stanza nei sotterranei della chiesa, poi, negli anni ‘50 ci la sede si trasferì nelle cantine dell’allora cinema Italia.
In pochi ormai sono in grado di ricordare il primo campeggio ad Avelengo, appunto nel 1946. Per l’occasione un sarto meranese preparò le piccole uniformi e i responsabili del Cln misero a disposizione alcuni teli mimetici militari per farne delle tende.
Negli anni successivi lo scautismo a Santo Spirito visse un vero e proprio boom. Si rese necessario fondare un altro gruppo già nel 1947: il Merano 3. Nel frattempo sorse a Maia Bassa un gruppo di esploratori di madrelingua tedesca (il Merano 2). Negli anni ‘60 il Merano 3 passò, come sede, alla parrocchia di S. Maria Assunta e poi a quella di Maia Bassa.

Nel 1948 anche le ragazze si organizzarono e fondarono un gruppo. L’associazione di riferimento era l’Agi, il corrispondente femminile dell’Asci. Un appoggio determinante per la costituzione e la crescita del gruppo lo diede l’indimenticata madre Teresa Cetto che riuscì a fare in modo che le sue consorelle Dame Inglesi ospitassero presso il loro convento la sede delle guide. Solo dopo il 1962 si trasferirono, con tutti gli altri, nella casa sociale di Santo Spirito.
Un gruppo scout che dal 1948 fece riferimento a Santo Spirito fu quello di Marlengo, attivo per alcuni anni. Più tardi, negli anni ‘70, nacque il Merano 4, che però ebbe vita breve. Prosperò per un decennio il gruppo di Sinigo, fondato nel 1988. Nel 1979, infine, si formò a Santo Spirito una comunità del Masci gli scouts adulti.
Nel 1946 le associazioni di riferimento dello scautismo cattolico erano l’Asci per i ragazzi, l’Agi per le ragazze. Proprio perché si tratta di una realtà sempre in grado di interpretare le sfide più attuali, dal 1974 in Italia Asci e Agi si sono fuse in un’unica associazione, l’Agesci, che propone – come è naturale – a ragazzi e ragazze un cammino comune, pur nel rispetto delle differenze. Se il movimento riesce oggi a coinvolgere moltissimi giovani ed a contribuire a che essi si preparino a raccogliere la propria responsabilità nella società, lo si deve appunto alla capacità dello scautismo di tenere di continuo gli occhi aperti su di un mondo che cambia, non per inseguirne le mode, ma per parlare quel linguaggio comprensibile a tutti che sta alla base di ogni autentico sforzo educativo.
Oggi il gruppo scout con sede a S. Spirito conta un centinaio di iscritti, suddivisi tra lupetti, esploratori e guide, rovers e scolte, animati da una dozzina di educatori volontari.