Alto Adige – 28.2.2007
Come è noto castel Labers, sopra Merano, è uno dei luoghi cui fa capo una delle maggiori operazioni segrete della Seconda guerra mondiale, nome in codice “Bernhard”. L’operazione ha inizialmente il nome in codice di “Andreas”. Diventa operazione “Bernhard” quando viene affidata all’opera di Bernhard Krüger, capofficina del gruppo tecnico VI F del Reichssicherheitshauptamt, il servizio di informazioni delle SS (RSHA). L’idea di falsificare sterline inglesi nasce nel 1939 all’interno dei servizi segreti delle SS e la prova generale della qualità della cartamoneta falsa avviene nel marzo del 1941. Dapprima la produzione ha sede a Berlino, successivamente, per motivi di sicurezza, passa al blocco 19 del campo di concentramento di Sachsenhausen ed infine, con l’avvicinarsi delle truppe russe, nel KZ di Ebensee, affidata soprattutto a tecnici ed operai ebrei. Si stampano fogli da 5, 10, 20 e 50 sterline, rubli russi e forse anche dollari.

In un primo tempo il progetto consiste nel paracadutare grossi quantitativi di cartamoneta sulle coste inglesi, allo scopo di creare un’inflazione artificiale tesa a destabilizzare l’economia britannica. Ma già dalla fine del 1941 l’impostazione cambia, anche per il rifiuto dell’esercito di prestare i propri aerei ad una simile operazione. Da allora il denaro falso, riciclato con l’acquisto di gioielli, oro e valuta autentica, è destinato a finanziare attività segrete. Si tratta dunque di mettere in piedi una complessa rete di distribuzione. Friedrich Schwend è considerato l’uomo più adatto allo scopo. Nato a Böcklingen/Heilbronn nel 1906, prima meccanico, poi rappresentante di una fabbrica di aeroplani, dal 1934 ha girato e conosce mezzo mondo. Membro del NSDAP dal 1932, per un certo periodo ricercato dalla Gestapo, si trasferisce negli Stati Uniti dove è amministratore di una ditta di cereali. Poco prima della guerra si stabilisce ad Abbazia (Istria) dove nel 1941, per sospetto spionaggio, è arrestato dalla polizia segreta tedesca e condotto in Germania. Ciò che lo salva è proprio l’operazione Bernhard: egli è riconosciuto come la persona ideale per portarla a buon fine ed il suo lavoro in tal senso comincia nel 1942.
A copertura dell’azione, Schwend riceve i gradi di un maggiore delle SS ed il nome falso di “Dr. Wendig”. Si crea inoltre una specifica Dienststelle col nome “Sonderstab – Generalkommando III. Germanisches Dienstkorps”.
A questo punto Schwend stende la sua rete di collaboratori, fatta di persone all’apparenza del tutto rispettabili, con agenti sparsi ovunque. La sua diventa una sorta di banca centrale con filiali nei vari paesi, tra cui Italia, Croazia, Ungheria, Slovacchia ed Olanda. Tra le attività più note finanziate con i proventi dell’operazione Bernhard ci sarebbe il lavoro di intelligence che porta alla liberazione di Mussolini dal Gran Sasso, avvenuta il 12 settembre 1943. Si nasconderebbero i finanziamenti di Schwend anche dietro l’azione spionistica che permette di raccogliere le informazioni che conducono, nel febbraio 1943, alla rimozione di Ciano da ministro degli esteri. Sarebbe stato infatti lo spionaggio tedesco a produrre un dossier contenente tutte le sue affermazioni di critica al duce e al regime depositate poi sul tavolo di Mussolini. Proprio il successo di questa operazione avrebbe inoltre convinto le alte sfere del Reich ad approvare definitivamente l’operazione Bernhard.
In Italia, dove i collaboratori agiscono sotto la copertura di una ditta fondata a Trieste, Schwend dispone di un giro di almeno sessanta persone. Lo stesso Galeazzo Ciano, dopo la caduta di Mussolini, si offre per divenire capo venditore per il Sudamerica, un progetto che non andrà in porto per l’opposizione di Hitler.
In un primo tempo Schwend avrebbe agito restando perennemente in movimento, potendo disporre di una dozzina di basi sparse per il mondo. Solo dopo l’operazione Ciano e la ripartenza con piena autorizzazione dell’attività, la scelta del centro operativo principale cade su castel Labers, presso Merano, dove trovano alloggio anche altri collaboratori provenienti dall’Est europeo. Il gruppo Wendig acquisisce diversi immobili nella zona.
Un altro personaggio residente in quegli anni in riva al Passirio e membro anch’egli del gruppo Wendig è Georg Gyssling, ex console generale tedesco a Los Angeles fino al luglio del 1941, competente per Hollywood, noto tra l’altro per i suoi rapporti con Walt Disney e per aver tentato di ostacolare Charly Chaplin nella realizzazione del film Il grande dittatore.
Schwend e i suoi giocheranno un ruolo importante alla fine della guerra quando riusciranno a mettere in comunicazione il CLN altoatesino con i generali nazisti in vista della resa e poi si metteranno a disposizione dei servizi segreti alleati.