Alto Adige tra due continenti

Alto Adige – 30.10.2005

Che l’Alto Adige sia collocato al crocevia tra due mondi culturali non è una novità. Ma che si trovi addirittura sul confine tra due continenti, quest’affermazione può lasciare perplessi. Eppure, dicono i geologi, è proprio così.

Di più: l’Alto Adige non è solamente una regione in cui da sempre si incontrano lingue, popoli, gruppi e gruppi diversi. E’ anche una zona estremamente varia dal punto di vista geologico. Le montagne ai margini delle valli austriache di Ziller e di Ötz, i giganti del gruppo dell’Ortles. Gli altipiani del Renon e della val di Non, le Dolomiti: tutto ciò rappresenta un insolito insieme di caratteri paesaggi­stici differenti. A cosa è dovuta questa molteplicità? La risposta è contenuta nel volumetto di recente pubblicazione, “Introduzione alla geologia dell’Alto Adige” (autori Volkmar Stingl e Volkmar Mair, edito dall’Ufficio geologia della Provincia). Il libro nasce in occasione del 32° Convegno Geologico Internazionale (Convegno Mondiale dei Geologi) tenu­to nell’ estate 2004 a Firenze. Finora, dicono i curatori, non esisteva un lavoro integrativo che descrivesse tutte le formazioni e le strutture tettoniche della regione e ne rappresentasse la storia geologica. La pubblicazione vuole pertanto essere una piccola introduzione alla geologia dell’ Al­to Adige, alla portata di tutti, sia esperti che amatori delle scienze della terra.

L’Alto Adige, dunque, terra tra due continen­ti. E’ così: da un punto di vista geologico questa terra riunisce formazioni rocciose che effettivamente appartengono a due continenti distinti: quello europeo a nord, da cui han­no avuto origine le unità pennidiche, e il microcontinente adriatico o Apulia a sud, che è un pezzo distaccato dall’Africa con le sue unità alpine meridionali e orien­tali. L’Alto Adige, in altri termini, sarebbe il punto di contatto tra Africa ed Europa. La provincia risulta divisa quasi a metà. Mentre il sud è prevalentemente caratterizzato da rocce magmatiche e sedimentarie, il nord è dominato da formazioni rocciose me­tamorfiche. La spettacolare linea che separa le due unità maggiori è detta “linea periadriati­ca” (o linea “insubrica”) ed è una delle strutture tettoniche più importanti delle Alpi. Rappresenta il con­fine tra le unità delle alpi meridionali e quelle orientali, meglio note come Sudal­pino ed Austroalpino. Solo con la collisio­ne tra la zolla adriatica e l’Europa si ebbe il sovrascorrimento dell’Austroalpino sul Pennidico, e quindi la formazione vera e propria delle Alpi, con la loro attuale va­rietà di formazioni rocciose.

La differente conformazione rocciosa sarebbe visibile in particolare sui due versanti della val Pusteria. Ma anche la città di Merano è praticamente spaccata in due dalla “linea periadriatica”. E le Dolomiti altro non sarebbero che una meravigliosa avanguardia del continente africano (geologicamente parlando), da milioni di anni in lento, ma costante avvicinamento.

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