Alto Adige – 24.7.2004
La colonia 12 Stelle di Cesenatico da oltre cinquant’anni è meta di centinaia e migliaia di ragazzi, soprattutto altoatesini, ma anche trentini e di altre regioni del Nord. Ora è aperta anche a gruppi di anziani, di disabili e di famiglie. La struttura (dell’Odar di Bolzano) può festeggiare la bellezza di tre anniversari: quello della posa della prima pietra (1952), quello dell’arrivo del primo turno (1953) e quello, il cui cinquantesimo ricorre quest’anno, della solenne inaugurazione, avvenuta nell’estate del 1954. Era presente un ospite di assoluta eccezione, che avrebbe rivestito un ruolo di primo piano nella storia della Chiesa negli anni successivi, il cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna.
La cerimonia di inaugurazione dura una giornata intera. Al mattino ci sono il vescovo ausiliare di Trento mons. Oreste Rauzi e numerose autorità regionali. Sono presenti tutti i preti impegnati nella rinascita della Bolzano postbellica (don Carbonari, don Tonetta, don Pedrotti, don Betta, don Cristofolini). Mons. Rauzi benedice la cappella. Seguono la messa, i giochi ed il pranzo. Nel pomeriggio arriva il cardinale, la cui auto è preceduta da una staffetta di poliziotti motorizzati. “Ultimate le formalità – si legge in una relazione dell’evento – il Presule con bontà squisita unita alla più grande affabilità si avvicina ai bambini, li accarezza, si interessa ai loro problemi compiendo così lentamente il giro di tutte le squadre”. L’atmosfera è quella di altri tempi: risuonano inni (anche quello “al Trentino”) e sventolano bandiere. “Sua Eminenza prende poi la parola rivolgendosi in modo speciale ai piccoli. I volti dei nostri bambini sono tutti protesi verso la figura del Presule che sembra emanare veramente una forza magnetica straordinaria. Il Cardinale parla loro con parole piccole che aprono nei piccoli cuori dei bambini luminosi orizzonti… I piccoli nella loro ingenuità credevano di aver davanti il Padre di Roma venuto appositamente per loro”.

I modi del cardinale ricordano molto quelli affabili del suo collega Angelo Roncalli, che di lì a quattro anni sarebbe stato fatto papa: “Benvenuti nella nostra terra romagnola, benvenuti come a casa vostra. Avete studiato ed ora dovete ricrearvi… Siete stati tutti promossi, vero?” E qui scoppia una risata generale. Salutati i piccoli, che definisce “bolzanini dai cervelli fini”, Lercaro visita la struttura e la giornata si chiude sotto una pioggia torrenziale.
Nato a Genova nel 1891, Giacomo Lercaro fu vescovo di Ravenna nel 1947. Dopo l’alluvione del Polesine nel 1951, accolse nella sua casa alcuni ragazzi senza tetto. Nel 1952 divenne arcivescovo di Bologna e l’anno dopo fu creato cardinale. Fu un indiscusso protagonista del Concilio Vaticano II, appartenente alla cosiddetta linea “progressista”. Dopo la morte di Giovanni XXIII, nel 1963, fu tra i “papabili”, ma il conclave elesse Giovanni Battista Montini. Nel 1968 lasciò la cattedra di San Petronio ma rimase attivo in Italia e all’estero. Si spense nel 1976.