San Cassiano

Alto Adige – 5.3.2004

Come tutte le figure dei santi martiri dei primi secoli del cristianesimo, anche quella di san Cassiano da Imola è avvolta nella leggenda. In realtà su di lui non vi è nulla di assolutamente certo né rispetto al luogo di nascita né sulla data del martirio che tradizionalmente è individuata nell’anno 304. Il primo a parlarne fu il poeta iberico Prudenzio. Di passaggio per Imola (Forum Cornelii) diretto a Roma, all’inizio del V secolo, poté vederne il sarcofago sul quale era raffigurata la scena del martirio: i suoi studenti, armati degli stili allora usati per scrivere sulle tavolette di cera, infierivano sul suo corpo fino a farlo morire.

Ma come arriva tra i monti del Tirolo il culto di san Cassiano? La sua vicenda è evocata già nel V secolo in un martirologio compilato nel Nord Ita­lia e falsamente attribuito a san Giro­lamo. La venerazione si diffuse presto nel Ravennate, a Roma e, dal 450 circa, a Milano. Nel corso del Medioevo fu­rono dedicate a san Cassiano numerose chiese ed altari, soprattutto nell’Italia settentrionale e nelle zone dell’arco al­pino. Arrivò anche ad Aquileia, chiesa cui anche Bressanone, o meglio Sabiona, faceva inizialmente riferimento. Facilmente furono dunque alcuni missionari giunti da Sud a portare il martire nelle nostre valli. Fatto sta che nell’845 fu consacrata al santo una chiesa proprio sulla rocca di Sabiona.

Su tutto ciò si inserisce una tradizione leggendaria successiva, appartenente al XII-XIII secolo. Fu allora che un canonico di Bressanone, città in cui nel frattempo era stata trasferita la sede episcopale, individuò in Cassiano niente meno che il fondatore e primo vescovo di Sabiona. Deportato in seguito ad Imola dalla popolazione pagana, vi avrebbe aperto una scuola e avrebbe quindi subito il martirio ad opera dei suoi scolari. I patroni di Bressanone erano tre: oltre a Cassiano, anche Ingenuino e Albuino. Dal momento che gli ultimi due erano stati effettivamente vescovi, forse, erroneamente, si pensò che anche che anche il primo lo fosse stato.

Nel 1704 fu prelevata ad Imola una reliquia di Cassiano per la cattedrale di Bressanone. Il busto barocco d’argento che la custodisce raffigura il martire come ve­scovo, secondo la tradizione tardomedievale. Dall’anno 1734 la festa di san Cassia­no, nel ricordo della traslazione della re­liquia, fu fissata alla seconda dome­nica dopo Pasqua e da allora ogni anno si tiene a Bressanone un’imponente processione.

Col 1964, anno di fondazione della nuova diocesi di Bolzano-Berssanone, san Cassiano ha mantenuto il suo ruolo di patrono, affiancato da san Vigilio. In Alto Adige al martire di Imola sono consacrate due chiese parrocchiali, quella del paese omonimo in val Badia e quella di Perca. Il Kassianeum è oggi, a Bressanone, una casa di formazione per giovani.

Lascia un commento