Vita Trentina – 24.8.2003
Popolarmente sono detti Hare Krishna o, per l’uso di vesti di quel colore, “gli arancioni”. In Italia la loro comparsa risale ai primi anni ’70, mentre la loro diffusione in America ed in altre parti del mondo parte a metà anni ’60 per espandersi notevolmente negli anni della contestazione giovanile. Oggi la loro associazione (Confederazione nazionale delle associazioni per la Coscienza di Krishna), che nel 1998 è stata riconosciuta come ente morale, ha in Italia sette sedi ufficiali nelle quali risiedono circa 200 iniziati cui fanno riferimento altri fedeli ed iniziati esterni.
La comunità spirituale si rifà al movimento devozionale promosso agli inizi del ‘500 in Bengala da Krishna Chaitanya Mahaprabhu. Il culto di Krishna è stato riscoperto e rivitalizzato a partire dalla fine dell’800. I fedeli si dedicano alla recitazione, privata o comunitaria, dei nomi sacri di Krishna, alla liturgia quotidiana offerta nel tempio all’immagine di Krishna, al servizio al maestro, all’attività di predicazione, al servizio svolto per gli altri devoti. Il tutto, secondo i precetti del fondatore, astenendosi rigorosamente dal sesso illecito, dal mangiare carne, dal prendere sostanze inebrianti e dal giocare d’azzardo.
Nella cultura orientale, al colore arancione sono associate proprietà che favoriscono la concentrazione mentale. Per questa ragione i monaci buddisti indossano un saio di tale colore, che ha lo scopo di facilitare il distacco dalle passioni terrene e carnali.

Arancione
Cos’è. Inutile dire che è il colore dell’arancia matura e si compone di giallo e di rosso. È considerato più violento del rosso e dunque poco sopportabile per animi delicati. Il suo complementare è l’azzurro.
Deriva da… L’origine della parola è arabo-persiana: narang. La “n” iniziale era ancora presente nell’italiano antico e la si trova tuttora in molti dialetti italiani. Ancora oggi si promette a chi rischi di finire al fresco di portargli “i naranzi”.
Detti e proverbi. “L’arancio la mattina è oro, a pranzo medicina, la notte è veleno” (proverbio logudorese)
Nella liturgia. Il colore arancione è molto diffuso negli indumenti delle religioni orientali.
Nel vestire. L’arancione negli indumenti ha la proprietà di tingere di azzurro le carnagioni bianche.