GIALLO come la polenta

Paolo Valente – 10.8.2003

D’accordo, non tutte le polente sono gialle. Diciamo la maggior parte. Potremmo immaginare noi stessi senza la polenta? L’alimento a base di mais è elemento talmente costitutivo della nostra identità che gli abitanti dell’Italia settentrionale sono detti, senza tanti complimenti, “polentoni”. A noi sembra che la polenta ci sia sempre stata e invece anche lei, come il rock e gli hamburger, viene dall’America. Qualche anno prima, s’intende.

Pare che il mais fu portato in Spagna da Cristoforo Colombo in persona al ritorno dal suo primo viaggio. La coltura del mais, nell’America di atzechi, chibchas, maya ed incas, aveva origini remotissime. In Perù sono stati trovati semi di mais fossilizzato.

Ma il mais non rimase in Europa. Gli europei lo portarono in Asia dove, così pare, Magellano lo trasferì nel 1520. In Asia contribuì all’incremento demografico avvenuto in Cina nei primi due secoli dell’era moderna. Grazie al mais fu possibile coltivare gli altipiani situati al di sopra del delta dello Yang Tse, altipiani non irrigabili e pertanto inadatti alla coltura del riso.

Tornò poi in Europa ed in Italia dove fu detto “granoturco”, laddove con turco s’intendeva semplicemente “esotico”. Nel 1600 la coltura del mais e delle patate ridusse gli effetti delle frequenti carestie. In un primo momento le pannocchie si mangiavano lessate e abbrustolite. I Polesani rivendicano la produzione della prima polenta. Dicono che nel 1554, a Villa d’Adige, ora Comune di Badia Polesine, il mais, per la prima volta, sarebbe stato macinato e quindi mescolato all’acqua e al sale per ricavarne una morbida pastella gialla.


Giallo

Cos’è. È uno dei tre colori principali: di tinta calda e piacevole, adatto nella pittura per indicare gli effetti della luce. Il suo complementare è il viola.

Deriva da… L’origine si perde nel Medioevo francese (jalne), che trasforma la parola latina “galbinum” che significa “verde pallido”. E’, oggi (ma solo in Italia), il colore di ciò che è avvolto nel mistero.

Detti e proverbi. … “Tutti viviamo nel nostro sottomarino giallo” (John Lennon – Paul McCartney)

Nella liturgia. Il giallo come tale non è ritenuto un colore dal significato positivo e indica la degenerazione dell’amore, l’adulterio e la prostituzione. L’oro, invece, è simbolo di trascendenza e di presenza divina. Nei paramenti liturgici sostituisce il bianco, il rosso o il verde nelle maggiori solennità.

Nel vestire. Il giallo è indicato per le persone dai capelli scuri. Tende a colorare le pelli bianche di azzurro-violetto.

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