Franz Jägerstätter

Alto Adige – 23.2.2003

Franz Jägerstätter nasce il 20 maggio 1907 a St. Radegund, località dell’Austria Superiore, a pochi chilometri dal confine austro-bavarese. Fa il contadino, è sposato con Franziska ed è padre di tre bambine. Lavora nei campi ma trova il tempo per leggere ed approfondire la Bibbia. Conosce i documenti del Magistero ecclesiale e frequenta persone di fiducia con cui discute dell’attualità, anche di politica, dando a se stesso un tipo di formazione tutt’altro che scontato durante gli anni dell’entusiasmo nazista. Franz è estremamente religioso: prega molto, medita, digiuna, soprattutto dopo il matrimonio. E’ religioso ma non fanatico. Considera la coscienza della persona come l’istanza fondamentale da interpellare nelle scelte concrete e fa sempre, come dice, “ciò che gli sembra giusto”. Dopo il 1938, diventato, come tutti gli austriaci, da un giorno all’altro cittadino del Reich, obbedire alla coscienza significherà sofferenza sicura, poiché essa lo spingerà a rinunciare a ciò che ha di più caro, Franziska e le figlie, e a muoversi contro corrente, sbeffeggiato dai concittadini ed incompreso anche da molti pastori della Chiesa.

A partire dai giorni dell’Anschluss, Franz rifiuta ogni collaborazione con il nazionalsocialismo. Chiamato alle armi nel 1943, in piena seconda guerra mondiale, dichiara, come cristiano, di non poter servire l’ideologia propugnata da Hitler e di non poter combattere una guerra ingiusta.

Gli amici fanno di tutto per dissuaderlo da quel gesto. Invano. Significative le parole del parroco don Josef Karobath, dopo aver discusso con Franz: “Mi ha lasciato ammutolito, perché aveva le argomentazioni migliori. Lo volevamo far desistere ma ci ha sempre sconfitti citando le Scritture”.

La parte più dura per Jägerstätter è il doversi congedare da Franziska: “Carissima moglie, ti ringrazio ancora di cuore per tutto il tuo amore, la tua fedeltà e i sacrifici che hai sopportato per me e per tutta la famiglia, e per tutti i sacrifici che dovrai ancora affrontare a causa mia. Il sacrificio più grande sarà che non dovrai avere collera per nessuno di quelli che adesso forse ti offendono, perché l’amore lo esige; cerca sempre di più la perfezione, e tutto ti sarà sempre più facile”.

Franziska Jägerstätter, che vive ancora e in questo 2003 compie 90 anni, dovrà subire per anni atteggiamenti di disprezzo, di emarginazione, tacendo dei problemi economici che però affronta nello spirito, che condivide da sempre, delle ultime parole del marito. Nei venti minuti di colloquio che le sono concessi nel carcere di Berlino, Franz le ricorda che ciò che li attende è il Cielo e che “chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me ” (Mt 8,37). In quello stesso carcere si trova anche il famoso teologo evangelico, strenuo oppositore del nazismo, Dietrich Bonhoeffer.

Franz Jägerstätter viene ghigliottinato nella capitale del Reich il 9 agosto 1943.

Per saperne di più

Sulla figura di Franz Jägerstätter ci sono pubblicazioni anche in lingua italiana: Erna Putz (edizione italiana a cura di Giampiero Girardi), Franz Jägerstätter. Un contadino contro Hitler, ed. Berti, Piacenza; Gordon Zahn, Franz Jägerstätter, il testimone solitario, Editoria universitaria, Venezia 2002; Enrico Peyretti, La coscienza è più forte di Hitler, in “Il margine”, n. 6/2002; Franz Jägerstätter. Un contadino contro Hitler, (cassetta Vhs della durata di 30’).

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