Cittadini invisibili

Vita Trentina – 26.1.2003

“I poveri li avrete sempre con voi”, dice il Vangelo (Matteo, 26,11). Eppure le forme del disagio sociale cambiano nel tempo e costringono perciò anche la comunità cristiana, che per i poveri fa una scelta preferenziale, a dotarsi degli strumenti per rendere più efficaci le proprie azioni nelle quali si concreta l’amore al prossimo. Il primo passo è la conoscenza della situazione. Per questo la povertà oggi ed i nuovi mendicanti sono stati al centro di un convegno organizzato, sabato scorso, dalla Caritas della diocesi di Bolzano-Bressanone nel quale è stato presentato “Cittadini invisibili”, il quarto rapporto su esclusione sociale e diritti di cittadinanza realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Zancan.

La Caritas altoatesina ha partecipato direttamente all’indagine, essendo stata scelta, assieme ad altre Caritas diocesane distribuite sul territorio italiano, per approfondire il tema dell’accattonaggio grazie all’interesse che il documento “Oltre l’elemosina”, del novembre 2001, ha suscitato a livello nazionale.

È stato il sociologo Walter Nanni ad approfondire il tema “I nuovi mendicanti: accattonaggio ed elemosina nella società post-industriale”, in base ad una ricerca che ha coinvolto in prima persona il Centro di Ascolto della Caritas di Bolzano ed alcune parrocchie cittadine. È ancora attuale l’immagine di colui che tende la mano per chiedere l’elemosina ai crocicchi delle strade? “La semplice osservazione della realtà quotidiana – spiega Nanni – dimostra come l’accattonaggio si sia nel tempo estremamente diversificato, assumendo caratteri complessi, spesso al confine con altre specifiche situazioni di devianza e disagio sociale”. In sintesi: “l’accattonaggio di tipo tradizionale, fondato sulla semplice richiesta di un’offerta di denaro senza alcun tipo di contropartita, non è la forma più diffusa di elemosina” e “non è possibile definire un unico modello di accattonaggio valido per tutto il territorio nazionale”.

Innanzitutto molta della povertà legata al chiedere l’elemosina oggi è “invisibile”, soprattutto per quanto riguarda le sue cause, spesso difficili da ricostruire. Ciò deriva anche dal fatto che a volte i “nuovi mendicanti” sono strumenti di veri e propri racket. Inoltre: ci sono persone che hanno fatto del chiedere l’elemosina, loro malgrado, una scelta di vita, altre che vi fanno ricorso in seguito ad eventi critici che ne scombussolano l’esistenza: la perdita del lavoro, la separazione, il divorzio, l’uscita dal carcere, ecc. Caratteristica comune ai nuovi mendicanti sarebbe “la precarietà e irregolarità delle carriere lavorative pregresse degli intervistati”. “A questo riguardo, e in considerazione della crescente diffusione nel mercato del lavoro italiano di condizioni lavorative non stabili, apparentemente inquadrate in una cornice di legalità (si pensi alle forme di ‘lavoro elastico’, al lavoro interinale, alle posizioni lavorative di collaborazione e consulenza che non godono in modo compiuto di tutte le garanzie sociali previste invece nel caso di contratto a tempo indeterminato), non è del tutto errato prevedere nel prossimo futuro una certa diffusione di situazioni di povertà anche per tali categorie di persone”.

In definitiva il fenomeno dell’accattonaggio può essere letto secondo alcuni criteri specifici. Ci sono le forme legali e quelle illegali, come l’impiego di minori nel chiedere l’elemosina. C’è il tipo classico del mendicante e c’è sempre più la cosiddetta “elemosina contrattualistica”, dove la persona che chiede denaro dà qualcosa in cambio essendo in tal modo maggiormente esposta ai tentacoli della criminalità organizzata.

Come sempre i fenomeni che riguardano le persone sono più complessi di quanto sembra. L’attività di studio della Caritas non ha altro obiettivo se non quello di darsi gli strumenti di conoscenza per un servizio più efficace e rispettoso.

Schede

Il Centro d’Ascolto di Bolzano

Il Centro d’Ascolto (“Menschen in Not”) di Bolzano è nato nel 1989 su iniziativa della Caritas per dare risposta alle varie situazioni di emarginazione e povertà. L’obiettivo è quello di restituire alle persone autostima e dignità, oltre alle motivazioni per accedere ai servizi/risorse esistenti sul territorio.

Nell’elaborazione dei progetti – studiati ad hoc per ogni individuo – il Centro coinvolge  la rete dei servizi pubblici e privati presenti sul territorio.

“Oltre l’elemosina…”

La Caritas altoatesina ha elaborato il documento “Oltre l’elemosina…” in cui ci si chiede: “Dare 1.000 lire cosa cambia per chi le riceve e per chi le offre? L’elemosina è uno strumento sufficiente di ‘liberazione’ dalla povertà? Stiamo alimentando lo sfruttamento di queste persone?”

In definitiva si propone alle comunità parrocchiali l’individuazione dei Centri di ascolto e di distribuzione disponibili a rispondere alle richieste dei questuanti. Le linee di intervento adottate saranno concordate e condivise; la comunicazione dell’iniziativa e del suo significato da parte dei parroci ai fedeli e ai questuanti; una verifica periodica e monitoraggio dell’andamento della iniziativa a cura della Consulta della Carità.

Il rapporto 2002

Il quarto rapporto Caritas Italiana e Fondazione Zancan su esclusione sociale e diritti di cittadinanza in Italia, curato da Walter Nanni e Tiziano Vecchiato, porta il titolo significativo “Cittadini invisibili”, ha l’obiettivo di verificare in quale misura, su alcuni specifici aspetti di disagio sociale, siano garantiti a tutti i cittadini i livelli essenziali di assistenza. Il rapporto si concentra sul fenomeno della partecipazione sociale e della cittadinanza attiva. In questo senso i “cittadini invisibili” sarebbero quei cittadini che non riescono a rendersi concretamente presenti nella città e nella vita sociale, a causa di una situazione di svantaggio o a causa di un diffuso disinteresse alla partecipazione alla vita sociale.

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