15 agosto alla colonia 12 Stelle

Alto Adige – 17.8.2002

Se il maltempo della scorsa settimana sulla costa romagnola è ormai un lontano ricordo, la memoria dei 50 anni di attività della colonia 12 Stelle di Cesenatico è più che mai vitale. A mantenerla tale ci pensano i numerosi ospiti giunti nella località adriatica per celebrare insieme ai ragazzi e agli animatori il mezzo secolo nel giorno tradizionalmente dedicato alla Madonna. In tutto oltre 500 persone affollano la struttura, interamente rinnovata nel corso degli ultimi anni, ma fedele alla sua primitiva fisionomia disegnata a suo tempo dall’ing. Guido Tommasi di Rovereto. Che la lontananza dai monti altoatesini sia solo una questione di chilometri è testimoniato dalla presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali. Sulle gradinate dell’odeon, il teatro all’aperto, mentre i ragazzi si fanno prendere dal ritmo vorticoso della danza è possibile scorgere l’assessore Otto Saurer battere le mani divertito. Il sindaco di Bolzano Giovanni Salghetti si aggira tra gli ombrelloni o scambia due parole con gli anziani del folto gruppo ospitato nell’ala nord. A pochi metri dalla colonna, a centro metri dalla spiaggia, dove si erge la bianca Madonnina del mare, spunta dalle acque placide la testa del vescovo Wilhelm Egger che indugia per diversi minuti attorno a quell’icona marittima, quasi a voler instaurare un non del tutto improbabile dialogo.

La giornata si era aperta alle 9 con la celebrazione solenne della messa. Come avviene da 50 anni, processione di chierichetti e marinaretti, bandiere al vento, seguite dal vescovo e da alcune generazioni di direttori Caritas. Il responsabile del turno, Gianfranco Battelini, dà il saluto e rammenta il significato dell’incontro, facendo riferimento alle “Settimane azzurre” che anche quest’anno hanno permesso a quasi mille ragazzini dei diversi gruppi linguistici di vivere, proprio a Cesenatico, un’esperienza di autentica comunicazione.

Le letture dal libro dell’Apocalisse parlano di una donna coronata di 12 Stelle, ed il vescovo invita tutti a coltivare la capacità di sollevare ogni tanto gli occhi verso il cielo. “Le stelle sono sempre state fondamentali per i naviganti. Esse indicano la via da seguire”. A Cesenatico c’è tanto Alto Adige me c’è perfino un po’ d’Europa, e per dimostrarlo mons. Egger indica alle sue spalle la bandiera dell’Unione: dodici stelle su campo azzurro, “simbolo della vocazione dell’Europa ad essere un popolo unito”.

Gli ospiti sono ricondotti dal presente al passato con la visita alla bella mostra fotografica, che il 13 settembre sbarcherà in comune a Bolzano, e con le parole di presentazione del volume “Pane & mare”, sfogliando le pagine del quale gli ospiti, soprattutto i più attempati, si precipitano a riconoscersi chi con venti, chi con trenta, chi con cinquant’anni di meno.

Il programma del pomeriggio è fatto di sole e di acqua. Soltanto dopo la cena sui prati della colonia (“Ci fanno mangiare in piedi come i cavalli”, commenta divertiti don Giuseppe Tonetta che non ha perso il suo spirito malgrado abbia superato i 90 anni) Mauro Randi, presidente dell’Odar e direttore della Caritas, prende la parola. Il suo è un lungo elenco di persone da ringraziare: gli artefici passati e presenti di quest’avventura marina. “Molte persone hanno ricordi diversi, chi belli, chi meno belli. Tutti però ricordano la colonia diversa da come è adesso”, dice. Sono evidenti infatti gli sforzi fatti per rinnovare una struttura per la quale, sottolinea Randi, sono transitate diverse decine di migliaia di altoatesini. “Il tutto è stato possibile – spiega – grazie all’incontro tra l’accoglienza romagnola e la lungimiranza negli investimenti da parte delle istituzioni altoatesine”. E a dar voce a queste ultime c’è il vicepresidente della Giunta provinciale Saurer giunto, come dice, non per essere ringraziato, ma per dire grazie: in primo luogo a quelli che chiama “i pionieri”: tra questi risuona il nome di don Silvio Bortolamedi che l’assessore non esita a definire “quasi un padre spirituale per me”. Ha parole d’apprezzamento per le diverse iniziative, comprese le “Settimane azzurre”, ribadisce l’attualità della 12 Stelle, sebbene siano cambiate le condizioni sociali, sanitarie ed economiche che l’hanno fatta nascere.

All’ora stabilita, è ormai buio, 500 candele accese abbandonano l’odeon per recarsi sulla spiaggia. Lì il vescovo presiede una breve cerimonia all’interno della quale il bagnino Kim dirige il suo moscone rosso verso la Madonnina del mare per il tradizionale omaggio floreale. Un viaggio di andata e ritorno commentato al microfono dall’anziano don Tonetta che di mare, spiaggia e colonia conosce ogni angolo.

Sono alcuni minuti intensi di fuochi d’artificio che riportano il chiarore nel cielo di Cesenatico e concludono una giornata ricca di emozioni, pur nel suo stile spontaneamente sobrio.

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