Vita Trentina – 14.7.2002
Se intenzione della settimana di Euromediterranea è, tra le altre cose, quella di tenere viva la memoria di Alexander Langer, anche quest’anno si è colpito nel segno. “La conversione ecologica potrà affermarsi solo se apparirà socialmente desiderabile”: questo il motto langeriano scelto dagli organizzatori dell’edizione 2002. E dunque il festival si è sviluppato nei suoi sette giorni arrivando ad essere una nuova iniezione di speranza per quanti scelgono di continuare a lavorare (o a lottare) “per ciò che è giusto”. Incontri, dibattiti, corsi, serate musicali si sono susseguiti dal 1° al 7 di luglio in vari luoghi della Bolzano d’estate.
Andranno alla lotta contro le multinazionali del petrolio e per la salvaguardia dell’ambiente amazzonico i 10.000 euro di cui è dotato il premio Langer e che saranno consegnati a Esperanza Martìnez, biologa ecuadoriana che dice: “Sono profondamente convinta che la salvaguardia della salute, la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare siano strettamente collegate, che anzi siano la stessa cosa. Proteggendo ad esempio la foresta tropicale, si garantisce nello stesso tempo la salute e l’alimentazione dei popoli che la abitano e la conservazione dell’ambiente”. Di più: la tutela di ambienti naturali come le foreste dell’Ecuador o del Brasile va a tutto vantaggio anche nostro, abitanti di una zona apparentemente lontana del pianeta.
Ecologia e giustizia, dunque, argomenti sui quali hanno discusso, tra gli altri, anche p. Alex Zanotelli e Wolfgang Sachs (Istituto Wuppertal), secondo sui la “globalizzazione porta alla nascita e all’affermarsi di una nuova classe media consumistica mondiale che è insediata principalmente nel Nord del mondo ma che cerca spazi sociali anche nel Sud del pianeta. La mondializzazione porta insomma ad una nuova forma di bipolarismo Nord-Sud, che attraversa tutte le società umane. La globalizzazione diventa proprio il processo attraverso cui questo fenomeno si estende e si allarga all’intero pianeta, cercando di conquistare alle élite internazionali nuove classi sociali”. Quali nuove strade per la lotta all’ingiustizia? “La sociologia dello sviluppo contemporanea – dice Sachs – ha sin qui pensato che la metaforica torta potesse crescere all’infinito e che potesse nel tempo essere distribuita fra tutti. Oggi però la torta non cresce più, nel senso che i limiti eco-sistemici del pianeta impongono limiti allo sviluppo. L’espansione del modello attuale di produzione porterebbe all’esplosione degli equilibri planetari, e dunque la priorità oggi diventa la redistribuzione della ricchezza e non la sua moltiplicazione. La ricchezza che conosciamo è strutturalmente oligarchica, e non può essere democratizzata se non sacrificando la Terra. Ecco perché la ‘lotta alla povertà’ dev’essere riconvertita in ‘lotta alla ricchezza’”.

Molto atteso, a Bolzano, anche il dibattito sull’Islam democratico. Purtroppo non è potuto essere presente il muftì di Marsiglia, Soheib Bencheikh. C’era però il politologo Bichara Khader, docente a Lovanio, che si definisce “arabo, palestinese cristiano, mediterraneo e belga di nazionalità”, a sottolineare la necessità del superamento dei confini, soprattutto di quelli imposti dal pregiudizio e dalla semplificazione.
Alexander Langer è stato un cercatore di verità caduto sul confine incerto tra disperazione speranza. Come scrisse egli stesso in occasione della morte dell’amica Petra Kelly, verde germanica, “è troppo arduo essere individualmente degli ‘Hoffnungsträger’, dei portatori di speranza: troppe le attese che ci si sente addosso, troppo le inadempienze e le delusioni che inevitabilmente si accumulano, troppe le invidie e le gelosie di cui si diventa oggetto, troppo grande il carico di amore per l’umanità e di amori umani che si intrecciano e non si risolvono, troppa la distanza tra ciò che si proclama e ciò che si riesce a compiere”. Euromediterranea è il modo, ogni anno, per sentirsi meno soli a camminare, sulla via che porta ad un mondo più umano.