Alto Adige – 18.5.2002
Il 18 maggio 1952, esattamente cinquanta anni fa, il cardinale Adeodato Piazza consacra vescovo, nel Duomo di Bressanone, il giovane Joseph Gargitter. Con i suoi 35 anni è il più giovane vescovo della Chiesa cattolica. “E’ difficile esprimere – dichiarerà in seguito – il mio stato d’animo di allora: da Roma ricevetti la notizia che ero stato prescelto per la carica di vescovo; mi proposi allora di non accettare questo incarico. Andai di persona a Roma e lì manifestai la mia perplessità, tra l’altro anche per il mio stato di salute… A Roma non si volle sentir ragione…”
Joseph Gargitter nasce nel maso Weber a Luson di Dentro, presso Bressanone, il 27 gennaio del 1917, il penultimo anno della Grande Guerra mondiale. Una famiglia di tradizione contadina (il padre fa anche il carrettiere), con 17 figli. Nella città futura sede del suo episcopato frequenta le scuole, al Vinzentinum di Bressanone e poi, per due anni, al Liceo Dante Alighieri, dove consegue la maturità. Dal 1936 al 1944 studia teologia a Roma presso l’Università Gregoriana, e già nel 1942 viene ordinato sacerdote. Ricorda quegli anni il trentino mons. Iginio Rogger: “Coabitammo nella stessa casa a Roma (l’istituto Germanicum, ndr.), legati al medesimo curricolo di studi filosofici e teologici, considerandoci spontaneamente come conterranei ed amici, malgrado le diversità di diocesi e di etnia”.

Nei primi mesi del dopoguerra Gargitter è cappellano a Bressanone e poi, con il permesso dell’allora vescovo Geisler ricopre per qualche tempo la carica di sindaco commissario del suo paese natale. Successivamente, fino al 1950, è direttore del convitto studentesco Cassianeum ed insegnante di religione. Nel 1950 viene nominato direttore dell’ufficio pastorale e docente di dogmatica al Seminario Maggiore.
La nomina a vescovo da parte di papa Pio XII arriva inattesa il 26 aprile 1952 e la consacrazione, come si è detto, segue il 18 maggio.
Gargitter raccoglie un’eredità pesante. La diocesi è piccola piccola. La fetta più consistente infatti si trova da oltre trent’anni al di là del confine, di fatto separata e autonoma. La dirigenza diocesana manca di autorevolezza riconosciuta dopo che, negli anni della guerra, si era consumata la frattura tra vescovo Geisler, capitolo del Duomo e clero per la questione delle opzioni. Buona parte dell’Alto Adige si trova ancora sotto la diocesi di Trento. La situazione è ancora relativamente tranquilla, ma di lì a poco si infiamma per le questioni della mancata attuazione dell’accordo di Parigi, per il Los von Trient, per i primi attentati.
Joseph Gargitter diventa ben presto personaggio di riferimento per tutti coloro che aspirano ad una soluzione pacifica delle controversie. Molteplici e coraggiosi i suoi interventi contro ogni tipo di violenza, provenga essa dai dinamitardi o dallo Stato.
La necessità di un unico riferimento pastorale per tutta la provincia lo spinge a lavorare indefessamente per la correzione di confini tra le diocesi di Bressanone e Trento, questione rimasta aperta a partire dagli anni ’20. Un obiettivo raggiunto nell’agosto del 1964, quando nascerà la diocesi di Bolzano-Bressanone, i cui confini coincidono con la circoscrizione provinciale. Ultimo vescovo di Bressanone, primo vescovo di Bolzano-Bressanone, Joseph Gargitter porta anche la responsabilità della diocesi di Trento di cui papa Giovanni XXIII lo nomina amministratore apostolico “con tutti i diritti e di doveri di un vescovo diocesano”, dal febbraio 1961 al maggio 1963, per la malattia di mons. de Ferrari.
Tra il 1962 e il 1965 partecipa attivamente ai lavori del Concilio Vaticano II, cui dà un contributo non secondario. Per darne attuazione in diocesi indice e conduce, tra il 1970 e il 1973, uno dei primi sinodi diocesani d’Italia.
La sede della diocesi intanto viene spostata a Bolzano. Nel 1986 Josef Gargitter lascia la sua carica per motivi di salute. Muore il 17 luglio 1991.
Joseph Gargitter è uno dei protagonisti della storia di questa regione cui va il merito di aver detto con chiarezza parole che solo più tardi e col tempo hanno trovato attuazione anche nella politica e nelle istituzioni.