Vita Trentina – 14.4.2002 – Intervista a Giampaolo Visetti
Se ne parlava già da mesi e sabato i lettori del quotidiano Alto Adige hanno avuto la comunicazione ufficiale: “Domenica prossima, 14 aprile, il nostro giornale modifica la sua testata in provincia di Trento”, ha annunciato sulla prima pagina il direttore Giampaolo Visetti. “Abbiamo fiducia nel successo di questa operazione”, ci dice, spiegando che in questi mesi sono state commissionate indagini, sono stati sentiti abbonati, lettori e non lettori. “I risultati sono stati confortanti”. Ovviamente cambiare un nome dopo oltre 50 anni è una scelta che ha dei rischi. Ma, dice Visetti, “oggi l’Alto Adige è un giornale così forte che è in grado di fare una scelta di questo tipo”. La nuova testata sarà dunque “Trentino”, a Bolzano rimarrà “Alto Adige” e a Belluno “Corriere delle Alpi”. Saranno messe in atto (e presentate venerdì) una serie di iniziative di comunicazione allo scopo di assicurare i lettori del fatto che “il giornale resta quello a cui vogliono bene da tanti anni”.

Abbiamo chiesto a Giampaolo Visetti di spiegarci in breve i motivi del cambio di testata.
“Ci sono più ragioni. La prima è quella di contribuire ad un rafforzamento politico e sociale del Trentino: di aiutare questo Trentino a capire la sua identità, a rafforzarla per poter meglio svolgere quella che comunque rimane la nostra missione storica editoriale: far crescere insieme Trento e Bolzano”.
In che senso c’è un Trentino debole?
Negli ultimi vent’anni almeno c’è stato un Trentino che si è fortemente indebolito, per una serie di ragioni politiche, giuridiche, economiche. Anche perché un po’ alla volta ha perso una fiducia in se stesso: non governabile, mai una maggioranza, mai una decisione…
C’è una sorta di “questione trentina”, di un Trentino cioè che dopo il 1972 (nuovo statuto di autonomia, ndr.), quando capisce che deve fare da solo, un po’ alla volta si smarrisce…
Perde di centralità…
Sì, ha perso la sua funzione. Era anche naturale. A Trento avevamo avuto una Dc che era molto forte, con grosse personalità da Degasperi, a Piccoli, a Kessler. Da Trento si operavano scelte anche per Bolzano… Quando è scomparsa questa generazione, e dopo il ’72, quando le due province si sono divise, il Trentino si è ritrovato a non sapere più bene chi è, quale è la sua funzione, cosa deve fare…
Mi pare che oggi un giornale (che rimarrà comunque un unico giornale regionale), prendendo atto di un processo sociale e politico compiuto e guardando al futuro, possa dire con semplicità ai trentini che è il momento di rimboccarsi le maniche. Lo diciamo cambiando testata.
Si diceva che ci sono anche altre ragioni…
Un altro aspetto è strettamente editoriale e giornalistico. Cioè ci sembra illogico produrre 64 pagine al giorno che parlano di Trentino sotto il marchio “Alto Adige” che oggi tutti identificano con la provincia di Bolzano. Inoltre molti lettori sono ancora convinti che si tratti di un giornale di Bolzano che fa un’edizione a Trento. Mentre invece ormai a Trento abbiamo raddoppiato la sede, tutto viene prodotto a Trento e a Bolzano il quotidiano viene solo stampato. Quindi c’è già stato un cambiamento forte dentro il giornale, prima di questo passo…
Rispetto all’attuale edizione di Trento ci saranno altri cambiamenti o il resto rimane tale e quale?
No, da sabato ci saranno alcune novità importanti sia di sfoglio, che di contenuto, come anche nel modo di fare il giornale. Sono alcune sorprese che si vedranno sabato. Non è bene parlarne prima…
Che rapporto c’è tra questa scelta e l’attuale ripensamento dell’ente regione?
La nostra è una scelta principalmente editoriale. Nasce certamente da un ragionamento sociale. Ossia noi crediamo che oggi chi abita in Trentino si senta principalmente trentino, come chi abita in Alto Adige si sente altoatesino: non ci si sente cittadini della regione…
Detto questo, sia “Trentino” che “Alto Adige” (che insieme fanno appunto “Trentino Alto Adige”) resteranno fortemente impegnati in quello che è il dibattito regionale, non cambiando di un millimetro l’attuale posizione, quella cioè di essere un giornale regionalista. Noi crediamo che la dimensione regionale sia quella minima indispensabile, e anche logica, perché le due comunità possano crescere insieme. Mi pare però che oggi, con un atto di chiarezza, sarà più facile per trentini e altoatesini dialogare e andare d’accordo. Ma perché il dialogo sia davvero costruttivo c’è bisogno di un Trentino un po’ più forte e consapevole del suo ruolo.