20 – Politica e tribunali

La crisi seguita alla prima fase di attuazione della nuova autonomia è alimentata da eventi a carattere nazionale e locale i quali coinvolgono nuovamente, come in passato, le forze dell’ordine ed i tribunali.

A livello provinciale, ancora alla fine degli anni Settanta, mentre in Italia raggiunge il suo apice il terrorismo brigatista, ritornano a scoppiare le bombe. La prima ondata, partita nel 1978, colpisce elementi simbolici, come il monumento alla Vittoria, la tomba di Tolomei e le case popolari e provoca una reazione di segno opposto da parte di sedicenti gruppi di difesa italiani (provenienti da fuori regione) la cui reale consistenza non è mai stata chiarita.

Maggiormente attinente ad un preciso progetto politico – l’opposizione alla chiusura della vertenza altoatesina – è la serie di attentati attuata dalla metà degli anni Ottanta ad opera del gruppo “Ein Tirol”. Le azioni terroristiche, una ventina, hanno fine nel 1988, dopo l’arresto del principale ispiratore del gruppo, Karl Ausserer. Accompagnati da vivaci proteste degli Schützen altoatesini che si allontanano progressivamente dalla SVP, essendo contrari alla chiusura del Pacchetto, questi attentati contribuiscono però solo in parte all’acuirsi di tensioni in una società ormai orientata ad altri obiettivi.

Ciò che getta nello scompiglio la vita politica del Paese e, di riflesso, anche dell’Alto Adige, sono le indagini ed i processi portati avanti inizialmente, dal 1992, dalla magistratura milanese. Comincia la stagione di “Mani pulite” e di “Tangentopoli”. I giudici mettono in luce una serie sterminata di fenomeni di corruzione che riguardano i maggiori partiti politici ed in molti casi ne decretano il tramonto. A Bolzano, nel 1993, è coinvolto nelle indagini l’assessore democristiano Remo Ferretti che fino ad allora era considerato il “numero due” della Provincia, massimo esponente del gruppo italiano all’interno della Giunta presieduta da Luis Durnwalder. Ferretti viene sospeso dal suo incarico ed arrestato a fine anno dopo un breve periodo di latitanza.

Al di là delle responsabilità personali, questi fatti causano un ulteriore indebolimento delle forze politiche di lingua italiana cosiddette “autonomiste” (Pietro Mitolo nel 1994, sull’onda dei primi successi di Silvio Berlusconi, è eletto deputato nel collegio di Bolzano) ed impongono la ricerca di nuove formule politiche, che a Bolzano si concretizzano tra l’altro nell’apertura a sinistra da parte della SVP (Romano Viola è eletto presidente del Consiglio provinciale) e nell’elezione a sindaco, nel 1995, di Giovanni Salghetti.

Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005.