Alto Adige, per molti aspetti, è sinonimo di sport. E di campioni. Non necessariamente legati alle discipline invernali, dal momento che i grandi nomi collezionano successi pure nei tuffi, nel ciclismo o nell’atletica.
La nascita delle prime società ginniche risale alla fine dell’Ottocento. Nel nuovo secolo la pratica sportiva si diffonde a livelli sempre più estesi. Le organizzazioni di regime, prima della guerra, hanno puntato molto sulle attività fisiche ed hanno favorito la partecipazione ad incontri a respiro regionale e nazionale. Al tempo stesso sono sorte le prime strutture, da quelle più elitarie (ippodromo, campi da tennis) a quelle più “popolari”, come gli stadi di calcio e le piscine pubbliche.
A Bolzano come nelle altre città, grazie alla radio (dai primi anni Trenta Radio Bolzano EIAR) e poi alla televisione (le trasmissioni in Alto Adige cominciano nel 1956 proprio in occasione delle olimpiadi invernali di Cortina), si seguono gli eventi sportivi nazionali che di tanto in tanto arrivano pure in provincia. E’ il caso del Giro d’Italia. Tra i campioni due per tutti: Gino Bartali taglia per primo il traguardo nel 1937 a Merano, nel 1940 ad Ortisei, nel 1950 a Bolzano; Fausto Coppi vince a Bolzano nel 1949 (arrivo allo stadio Druso) e poi ininterrottamente dal 1951 al 1954.
Il calcio, osservato e praticato, resta certamente lo sport più seguito. Tuttavia l’Alto Adige arriva alla ribalta mondiale, negli anni Sessanta e Settanta, attraverso lo sci ed i tuffi. Anche qui alcuni nomi per tutti. Innanzitutto il tuffatore Klaus Dibiasi (figlio d’arte, il padre Karl è campione d’Italia negli anni Trenta, succeduto ad Otto Casteiner, nonno di Tania Cagnotto), medaglia d’argento a Tokyo nel 1964 e poi sempre sul gradino più alto del podio fino alle olimpiadi di Montreal (1976).
I mondiali di sci nel 1970 si tengono in val Gardena. In quegli anni, sulla neve, primeggia Gustav Thöni, quattro volte campione del mondo (tra il 1971 ed il 1975), più volte medaglia d’oro alle olimpiadi invernali. Seguono le prodezze del discesista Herbert Plank e di “Cavallo pazzo” Erwin Stricker, mentre già si sono affermati i primi slittinisti.

Frattanto le società sportive di base (riunite nel Verband der Sportvereine Südtirols e nell’Unione delle società sportive altoatesine) prosperano in ogni angolo della provincia, grazie anche ai cospicui investimenti nella costruzione di apposite strutture e palazzetti dello sport.
Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005.