I confini tra le diocesi del vecchio Tirolo avevano cominciato ad essere oggetto del dibattito politico già nella seconda metà dell’Ottocento. Ciò avveniva, precisamente, in concomitanza col sorgere e lo svilupparsi dei nazionalismi in tutta Europa. Allora la diocesi di Bressanone si estendeva oltre Brennero per quasi tutto il Tirolo ed il Vorarlberg, quella di Trento comprendeva invece buona parte dell’attuale Alto Adige, con la valle dell’Adige e le città di Bolzano e Merano.
La richiesta di rivederne i confini non aveva avuto successo né a metà Ottocento, né dopo la Grande Guerra, quando Bressanone si era trovata amputata della maggior parte del suo territorio. Ritorna attuale molti anni dopo, con la nomina a vescovo di Bressanone di mons. Joseph Gargitter nel 1952. Ma ora la situazione, sul piano linguistico e politico, è radicalmente cambiata. L’Alto Adige, più di prima, è una provincia chiaramente plurilingue. Ciò che manca è l’unità nella direzione pastorale, proprio in anni in cui la politica a sfondo nazionalistico rischia di essere l’unica istanza in grado di produrre effetti e di dire qualcosa. Urge dunque ridare autorevolezza alla Chiesa locale, uno tra i pochi elementi di possibile moderazione e di dialogo.
Non si tratta più, come nell’Ottocento, di far coincidere i confini diocesani con quelli delle lingue, ma di consentire ad un Alto Adige trilingue di essere considerato un’unica comunità anche sul piano ecclesiale.
Alcune circostanze favoriscono il buon esito della vicenda. Un ottimo conoscitore della situazione, l’ex patriarca di Venezia Angelo Roncalli, siede sulla cattedra di Pietro ed ha avviato l’inatteso rinnovamento conciliare. Il suo successore, papa Paolo VI, ne trae, con convinzione, le debite conseguenze. Lo fa con l’amico Aldo Moro, presidente di un Governo senza dubbio più aperto dei precedenti ad una soluzione equa e duratura della vertenza altoatesina. A Bressanone c’è Gargitter, per qualche tempo anche amministratore apostolico della diocesi di San Vigilio, e a Trento è infine nominato Alessandro Maria Gottardi, senza il cui assenso nulla si sarebbe potuto fare.

La ridefinizione dei confini (agosto 1964), fatti coincidere con quelli delle due Province, non è una scelta facile ma produrrà frutti nel complesso soddisfacenti. L’azione di Gargitter anticipa di qualche tempo, sul versante ecclesiastico, la formula delle due Province autonome, in un contesto regionale, attuata con la riforma dello Statuto del 1972.
Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005