Mentre scoppiano le bombe, la politica e la diplomazia si mettono all’opera. All’inizio del 1958 la SVP presenta in Parlamento un progetto di riforma dello Statuto di autonomia. Intanto Roma e Vienna avviano trattative bilaterali. Il nulla di fatto spinge la SVP ad uscire dalla Giunta regionale e l’Austria a portare la questione altoatesina all’attenzione dell’ONU. Le Nazioni Unite si esprimono con due risoluzioni, nell’ottobre 1960 e nel novembre 1961: i due Paesi contendenti sono invitati a riprendere il dialogo e ad individuare una soluzione soddisfacente per l’attuazione dell’accordo di Parigi del 1946.
Il tutto si verifica nel contesto di una situazione internazionale incandescente e segnata da grandi cambiamenti. Gli imperi coloniali francese e britannico vanno sgretolandosi e numerosi Paesi del cosiddetto Terzo Mondo acquisiscono l’indipendenza. Infuria la guerra in Algeria e le due superpotenze, con la crisi di Cuba del 1962, sono ad un passo dallo scontro nucleare. D’altra parte l’Europa unita muove i suoi primi passi e la Chiesa cattolica di Giovanni XXIII riunisce a Roma i vescovi di tutto il mondo per il concilio Vaticano II.

Gli attentati hanno raggiunto il massimo della loro “spettacolarità” nel giugno del 1961 con la “notte dei fuochi”. Nel settembre di quell’anno viene insediata la cosiddetta “Commissione dei Diciannove”, presieduta dal socialista Paolo Rossi, con l’incarico di elaborare il progetto per un nuovo Statuto di autonomia. La commissione lavora alacremente per tre anni. Il cosiddetto Pacchetto, scaturito dalle discussioni, deve però attendere ancora a lungo prima di essere approvato nelle sedi competenti. Il suo cammino è infatti ancora rallentato da questioni di carattere internazionale, da considerazioni di politica interna, dalla iniziale titubanza della SVP e dal persistere delle ondate di attentati. Dopo gli ultimi incontri bilaterali, grazie anche alla presenza di due grandi statisti, Aldo Moro in Italia e Bruno Kreisky in Austria, il 23 novembre 1969 il Pacchetto è finalmente approvato, sia pure con una maggioranza risicata, dal congresso SVP tenutosi a Merano. L’ultimo ostacolo perché esso sia convertito in legge è ora caduto. Il Parlamento italiano lo ratifica dunque a larga maggioranza. Il nuovo Statuto di autonomia entrerà in vigore nel 1972.
Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005.