14 – Difficile ripresa economica

L’Alto Adige uscito dal dopoguerra mantiene una struttura economica distribuita sul territorio in modo poco equilibrato. La vasta maggioranza del gruppo tedesco e della popolazione delle valli è ancora dedita all’agricoltura. I contadini di montagna operano in condizioni assai dure. La grande industria si concentra a Bolzano. Vi trovano impiego soprattutto persone di lingua italiana. Il turismo fa riferimento quasi esclusivamente a Merano ed alle valli dolomitiche.

Col passare degli anni questi equilibri instabili vengono progressivamente meno. Ad influenzarne i cambiamenti è lo sviluppo economico su scala nazionale ed europea. La meccanizzazione si diffonde nell’agricoltura e la produzione di frutta, condizionata dalle richieste del mercato internazionale, aumenta a dismisura. Si introducono nuove tecniche, ma accanto al nuovo benessere permane pure, fino agli anni Sessanta, il fenomeno dell’emigrazione sudtirolese oltre confine.

Su scala nazionale l’economia si è potuta riprendere anche per via dei sostanziosi aiuti provenienti da oltre oceano. L’industria a Bolzano non progredisce se non grazie all’apertura di nuove centrali idroelettriche che garantiscono energia a buon mercato. Emblematica la realizzazione degli impianti dei laghi di Resia. Con gli anni Cinquanta e nei decenni successivi cominciano a sorgere zone artigianali anche in prossimità di altri centri altoatesini, che possono assorbire parte della manodopera che abbandona dall’agricoltura. La SVP, ancora diffidente verso i grandi stabilimenti, agevola l’insediamento periferico di piccole e medie aziende d’oltre Brennero.

Negli stessi anni l’industria a Bolzano dà i primi segnali di crisi, complice anche la nazionalizzazione dell’energia elettrica che appiattisce le tariffe annullando i vantaggi per molte ditte che si trasferiscono altrove. Calano dunque gli occupati italiani nel settore secondario.

Se il commercio transfrontaliero è favorito dal cosiddetto “Accordino” del 1949 che consente gli scambi con le regioni limitrofe dell’Austria con facilitazioni doganali, nel 1948, simbolo della ricostruzione, viene resuscitata la Fiera campionaria internazionale di Bolzano, ospitata prima presso il Tribunale e poi, dopo il 1954, nell’apposita area di via Roma.

Il rinnovato benessere e la motorizzazione di massa portano nuova linfa anche nel settore del turismo, che si estende man mano a tutto il territorio altoatesino. La normalizzazione della situazione economica in Austria ed in Germania porta ad una crescita continua delle presenze di ospiti di quei Paesi. La stessa popolazione altoatesina, ed in particolare i bolzanini, va alla scoperta delle valli e prende a praticare con maggiore intensità gli sport invernali.

Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005.