L’armistizio sul fronte italiano entra in vigore il 2 maggio 1945. L’8 maggio ha fine la guerra in Europa con la resa incondizionata della Germania. I primi militari alleati entrano a Bolzano il 4 maggio. Nel frattempo la provincia è stata consegnata ai rappresentanti del CLN. Come primo prefetto viene insediato Bruno de Angelis ed è istituito il Governo militare alleato (AMG).

I partiti del CLN possono uscire dalla clandestinità. L’8 maggio viene fondata la Südtiroler Volkspartei avente come obiettivi la tutela del gruppo di lingua tedesca e l’attuazione del diritto di autodeterminazione, nella speranza di un ricongiungimento dell’Alto Adige alla rinata Austria. A questo proposito le posizioni delle potenze vincitrici sono differenziate e si devono attendere le decisioni prese al tavolo della pace. Benché si presenti con i volti di noti Dableiber e antinazisti, la SVP si propone fin da subito come “partito di raccolta” al di sopra delle ideologie, con lo scopo di superare le divisioni interne al gruppo linguistico tedesco.
Il 1945 è un anno di incertezze. Malgrado Bolzano sia gravemente danneggiata dai bombardamenti, molti immigrati italiani raggiungono la provincia in fuga dalla situazione di miseria e distruzione di altre regioni. Dal Nord fanno ritorno a casa clandestinamente anche numerose famiglie di optanti. L’Alto Adige diviene infine uno dei crocevia della fuga di molti ex gerarchi nazisti e, allo stesso tempo, di migliaia di ebrei rimasti senza patria.
Mentre viene subito riconfermato il diritto alla scuola di lingua tedesca, restano sul tappeto due questioni decisive: quella del confine e quella della sorte degli optanti, siano essi espatriati o meno. In favore di un referendum per l’autodecisione ed il ritorno della provincia all’Austria si raccolgono 160 mila firme. Le diplomazie si fronteggiano a colpi di memorandum. A partire dal 1946 ci sono inoltre i primi attentati dinamitardi.
Nonostante le tensioni rinasce faticosamente la democrazia. L’Italia comincia a riconoscere gli errori del passato pronunciandosi a favore dei diritti culturali delle minoranze. I prefetti, prima Bruno de Angelis e poi Silvio Innocenti, lavorano non senza problemi e contraddizioni alla riconciliazione tra i gruppi linguistici.
Elemento visibile della nuova democrazia è il riconoscimento della liberà di stampa. È in questo contesto che, il 24 maggio 1945, è data alle stampe la prima edizione dell’Alto Adige, organo ufficiale del Comitato di liberazione nazionale.
Da: P. Valente, F. de Battaglia, Trentino Alto Adige. La nostra storia. Nomi fatti e volti di un territorio e del suo giornale. 2 volumi. SETA, Bolzano 2005.